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Tra Cielo e Terra

Il Santuario della Madonna delle Grazie e il suo abbraccio di bellezza

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Fedor Dostoevskij affermava che la bellezza salverà il mondo, eppure fatichiamo a ricordare quale è quell’unica bellezza che redime, protegge e che è strada per recuperare valori e identità. Nella sua bellezza silenziosa e insieme impetuosa, il Santuario della Madonna delle Grazie di Monteodorisio si colloca tra cielo e terra per ricordare a chiunque sia abituato ad entrarvi o a chi lo fa per la prima volta per puro caso, che la bellezza è qualcosa che abita nelle anime e che è per tale ragione che abbiamo il dovere di “rispolverarla” ogni giorno per riuscire così a rivederla riflessa in tutto ciò che abbiamo intorno, natura, volti delle persone, azioni, momenti di gioia o di estrema difficoltà. Il Santuario della Madonna delle Grazie rappresenta per molti abitanti di Monteodorisio ma anche  per molti pellegrini provenienti da tutto il mondo una meta per ripristinare e “rispolverare” quella bellezza che ogni uomo ha dentro di sé, pronta per essere donata al mondo come mezzo di trasformazione e rinascita.

Il santuario risale al XIX secolo. Si racconta anche della presenza per un periodo (XIII secolo circa) in cui vi sorse un monastero affidato ai Padri Celestini, il cui “torrione” poco distante dal Santuario, ne rievoca il ricordo. Il Santuario anticamente si presentava quindi come una chiesa di campagna, retta da un ordine di frati che si adoperavano per averne cura. Anticamente si ritiene che, nel luogo dove oggi è collocato, ci fosse già una chiesa dedicata a Santa Maria Maggiore che, poi, andò completamente distrutta.  L’origine del Santuario è dovuta infatti ad un evento che fa di quella bellezza di cui si parlava all’inizio una chiave di lettura misteriosa ma anche una nuova prospettiva e modalità con cui imparare ogni giorno a vivere. Si narra infatti che la Vergine Maria apparve ad una fanciulla muta dalla nascita e a cui fece grazia della parola: per tale dono quindi la fanciulla si fece tramite del desiderio della Vergine che in quel luogo si costruisse una Cappella sacra. La fanciulla muta diviene voce di una bellezza controcorrente  tra cielo e terra che trasforma e redime la realtà. Nel 1600 fu ricostruita così una piccola chiesa poi dedicata alla Madonna delle Grazie.

Si narra anche che durante alcuni lavori di restauro, la statua della Vergine, collocata dapprima nella chiesa e poi trasferita in un'altra, al mattino successivo del trasferimento venne ritrovata misteriosamente nel suo posto d’origine. Insieme a questo, vennero individuati e riconosciuti altri eventi miracolosi che testimoniavano la presenza sempre più dirompente di quella bellezza che, dal cielo, era scesa sulla terra per ricordare ad ognuno di “rispolverare” quel bello che abitava in ogni anima e corpo umano: oltre di senso e di vera vita.  Fino ad arrivare, al momento in cui, durante alcuni lavori alle fondamenta della piccola Chiesa, improvvisamente dal terreno sgorgò dell’acqua: una piccola sorgente di acqua miracolosa che legava la bellezza del cielo a quella della terra. Tramite quell’acqua molti malati trovarono e trovano ancora oggi guarigione: bevendo o bagnandosi a quell’acqua, ogni anima, tornando a purificarsi, sembra ricordare la bellezza che ha dentro e che è legame con quel cielo che veglia e redime una “terra” alla deriva del senso vero dell’esistenza.

Il primo miracolo documentato dell’acqua della Vergine Maria si fa risalire ad un evento: una donna del vicino paese di Cupello, passando nelle vicinanze del Santuario, si fermò a pregare disperata per una grave malattia che affliggeva sua figlia. Credendo e vedendone la bellezza che sgorgava dalle lacrime di quella donna, legame tra cielo e terra, un muratore tra quelli alle prese con i lavori alla Chiesa, invitò la donna a prendere dell’acqua da quella sorgente di bellezza e riportarla a casa per bagnarvi la figlia. La donna ascoltò quel uomo messaggero di bellezza e, dopo pochi giorni, la figlia della donna presentò via via dei miglioramenti fino a guarire del tutto.

Da quel momento la bellezza del cielo invase la terra e non si arrestò nel tempo: tutta la gente di Monteodorisio si adoperò per dar vita ad un grande Santuario (inaugurato poi il 1 settembre 1895), l’intero paese si trasformò in una squadra di costruttori che avevano il compito e la missione di dar vita a quella bellezza che accarezzava dal cielo la terra. Negli anni altri miracoli si sono susseguiti fino ad oggi e pellegrini da ogni parte dell’Italia e del mondo accorrono ai piedi della Vergine: tra cielo e terra, la storia di bellezza continua e mai si arresterà negli occhi, nella speranza, nella fatica e nei passi di chiunque si riscoprirà ogni volta composto di cielo e terra. 

Legame che viene ricordato anche dalla decorazione interna del Santuario: essa è a tre navate con volta a crociera, dietro l’altare maggiore vi è un abside con una nicchia dove si trova l’originaria statua della Madonna delle Grazie, dove la Vergine, con in braccio Gesù Bambino, è raffigurata seduta  come ferma a sostare, ad ascoltare, a cullare e a sussurrare storie di bellezza che dal cielo accarezzano e danno sollievo alla terra dilaniata, come una mamma fa con il suo bambino. 

La festa solenne si celebra la prima domenica di settembre. La sera dell’ultima domenica di agosto la Sacra Immagine della Vergine viene trasferita con solenne processione dalla Parrocchia dove è custodita, fino al Santuario dove resta esposta per tutta la settimana . Altra festa si celebra il 2 luglio giorno della ricorrenza della Madonna delle Grazie.

I dipinti murali  interni  di Gaetano D’Agostino e Nicola Biondi sono in stile Liberty, un’arte che ricorda movimenti leggeri, colori accesi, decorazioni dettagliate e motivi che hanno a che fare con il Simbolismo sacro. Tra questi, poi, emerge la bellezza racchiusa nel rosone centrale con intorno dei laterizi e vetri di diversi colori. La decorazione del soffitto è come un cielo di stelle, come il manto azzurro che avvolge la Madonna: l’arte ricorda la bellezza del cielo che risveglia quella della terra e che, ogni giorno, come una mamma che legge la favola della buonanotte ai suoi bambini, sussurra delicatamente ed impetuosamente ad ogni anima e corpo che sono veicoli di una bellezza che, se “rispolverata” e fatta rinascere, può mutare l’intero volto della terra. 

Ora, non vi resta che visitare il Santuario della Madonna delle Grazie di Monteodorisio e iniziare questa “missione” umana di bellezza, perché, tra cielo e terra, dunque, la bellezza salverà davvero il mondo!

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