Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione, P.I.P.P.I, è un progetto finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali in collaborazione con l’Università di Padova al via anche nel vastese e sarà gestito dall’associazione Dafne. Otto i comuni in cui sarà avviato: Vasto, San Salvo, Cupello, Fresagrandinaria, Lentella, Casalbordino, Pollutri, Villalfonsina e Torino di Sangro, tutti rientranti nell’Ambito Sociale n. 7.
«P.I.P.P.I. è molto più di un progetto: è un patto educativo tra comunità e famiglie – sottolineano il sindaco di Vasto Francesco Menna e l’assessora alle politiche sociali Anna Bosco – È la dimostrazione che, quando si lavora insieme, è possibile creare percorsi di cambiamento reale». «Il nostro impegno è quello di non lasciare nessuno indietro» ribadiscono l’assessora alle politiche sociali e il primo cittadino di Vasto.
«Il progetto P.I.P.P.I., nato dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e l’Università di Padova, si rivolge in particolare alle famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità sociale ed educativa, offrendo un accompagnamento personalizzato, multidisciplinare e partecipativo e promuovendo una cultura dell’accoglienza, della cura e dell’educazione condivisa – sottolinea l’Amministrazione Comunale nell’annunciare l’avvio del programma - Al centro dell’intervento ci sono i bambini e le bambine, le loro esigenze affettive, educative e relazionali, per garantire loro il diritto di crescere in un contesto familiare positivo e sicuro».
Sono quattro le azioni previste dal progetto:
- Interventi di educativa domiciliare con le famiglie per sostenere i genitori, rafforzare le relazioni genitori-figli e migliorare lo sviluppo dei bambini.
- Partecipazione a gruppi di genitori e di bambini: incontri settimanali/quindicinali per lo svolgimento di attività di sostegno alla genitorialità . Alcuni comuni, ad esempio Bari, organizzano le Domeniche delle Famiglie.
- Collaborazione tra scuole, famiglie e servizi sociali: l’équipe multidimensionale è composta anche dall’insegnante di riferimento del bambino interessato al progetto. Per rafforzare il coinvolgimento della scuola, viene siglato un accordo regionale tra le scuole partecipanti, nell'ottica di integrare P.I.P.P.I. con le altre forme di sostegno scolastico.
- Famiglie d’appoggio: aiutanti volontari locali, quali parenti, amici, vicini, ecc., offrono un aiuto/sostegno concreto alla famiglia target
«Il Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione si rivolge in particolare alle famiglie che vivono situazioni di vulnerabilità sociale e educativa, offrendo un accompagnamento personalizzato, multidisciplinare e partecipativo e promuovendo una cultura dell’accoglienza, della cura e dell’educazione condivisa – ha sottolineato l’assessora Bosco - al centro dell’intervento ci sono i bambini e le bambine, le loro esigenze affettive, educative e relazionali, per garantire loro il diritto di crescere in un contesto familiare positivo e sicuro».
«Nei prossimi giorni verrà avviato il primo tavolo tecnico per la divulgazione della nuova metodologia di lavoro con le altre istituzioni e servizi di protezione e cura dell’infanzia presenti sul territorio per avviare la condivisione di pensiero tra microsistemi di vita dei bambini al fine di raggiungere un pensiero educativo coerente tra famiglia, scuola e servizi» ha annunciato l’assessora Anna Bosco.
«Attraverso l’attivazione di una rete composta da servizi sociali, scuole, ASL, educatori, famiglie e comunità , il progetto promuove un lavoro integrato e di prossimità che rafforza le competenze genitoriali, favorisce il protagonismo dei minori e valorizza le risorse del territorio – riporta la nota dell’Amministrazione Comunale vastese - il progetto P.I.P.P.I. si inserisce all’interno delle linee strategiche sviluppate dalla Strategia Europa 2020, per quanto riguarda l’innovazione e la sperimentazione sociale come mezzo per rispondere ai bisogni della cittadinanza e spezzare il circolo dello svantaggio sociale».
«Il progetto, già attivo in molte città italiane con risultati concreti e misurabili, rappresenta una nuova visione delle politiche sociali: più inclusive, partecipative e orientate alla costruzione di legami solidi tra le famiglie e le istituzioni» hanno sottolineato il sindaco Menna e l’assessore alle politiche sociali Anna Bosco.
Questo nuovo progetto sociale si aggiunge ad altri interventi avviati negli ultimi mesi. Tra questi uno dei più rilevanti sicuramente il Pronto Intervento Sociale. «una misura con cui i servizi sociali sono reperibili e contattabili sempre nelle 24 ore e coordinate, per esempio, con le forze dell’ordine. Così, per esempio, un senzatetto può essere subito condotto in una struttura adeguata in maniera tempestiva» ci ha sottolineato l’assessora Bosco. Tra i progetti dell’assessorato alle politiche sociali anche la «creazione di un centro per la famiglia di supporto alla genitorialità , all’istituzione di un servizio di sanità sociale (come già annunciato dal sindaco l’anno scorso) con professionisti in quiescenza disponibili e il ripristino del taxi sociale», ha aggiunto Bosco.
«Abbiamo istituito un tavolo permanente per l’inclusione sociale, un protocollo con la Casa Lavoro ed abbiamo posto le basi per un osservatorio permanente sulla salute di genere con, per esempio, l’impegno per la sensibilizzazione sulla prevenzione del tumore al seno e sul contrasto alla violenza di genere insieme al Centro DonnAttiva – riassume l’assessore Bosco.